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Sabato 25 gennaio ho avuto il piacere di incontrare Carolina Capria alla Casa delle Donne di Desio in occasione della presentazione dei suoi ultimi due libri: “La circonferenza di una nuvola”, uscito il 9 maggio per HarperCollins Italia, e “Nel mondo di piccole donne”, arrivato in libreria il 23 dicembre ed edito da De Agostini.

La presentazione è stata introdotta dalla citazione di un grande classico della letteratura inglese, “Jane Eyre” di Charlotte Brönte:

“Si suppone che le donne siano generalmente molto calme; ma le donne sentono come gli uomini e come loro hanno bisogno di esercitare le loro facoltà, hanno bisogno d’un campo per i loro sforzi. Soffrono esattamente come gli uomini d’essere costrette entro limiti angusti, di condurre un’esistenza troppo monotona e stagnante; e i loro più privilegiati compagni dànno prova di ristrettezza di mente quando affermano che le donne dovrebbero accontentarsi di cucinare e far la calza, di suonare il pianoforte e ricamare. E’ stolto condannarle o deriderle, se cercando di fare o di apprendere più di quanto le consuetudini ritengono necessario per il loro sesso.”

Chi ha letto i due libri di Carolina Capria sarà d’accordo sulla scelta di questo passo per introdurre i temi che la scrittrice ha voluto trattare nelle sue opere.

LA CIRCONFERENZA DI UNA NUVOLA

La circonferenza di una nuvola” è un romanzo nato molti anni fa dall’esigenza di Carolina Capria di parlare delle ragazze, del loro mondo, dei loro sogni e delle loro paure. A distanza di tempo, la storia si è fatta sempre più urgente ed è così che a maggio dello scorso anno ha visto la nascita questo romanzo che non è da considerarsi “di formazione”, semmai di crescita!

I temi trattati nel romanzo sono diversi, ma tutte riconducibili alle sensazioni di inadeguatezza e insicurezza scaturite da un difficile rapporto con il proprio corpo che spesso porta ad avere importanti disturbi alimentari. Questo romanzo indaga il peso delle aspettative che le ragazzine provano nei confronti del mondo.

A queste paure e a questi timori non c’è un’unica soluzione, ogni ragazza trova la sua strada, ma quello che è importante capire è che la chiave per affrontare i momenti bui risiede nella condivisione e nel confronto. Facendo gruppo ci si riconosce, ci si specchia e si impara ad apprezzare la propria unicità!

Carolina Capria per scrivere il suo romanzo ha parlato a lungo con le ragazze che soffrono di disturbi alimentari e che hanno un difficile rapporto con il loro corpo e tutte hanno raccontato di come i disturbi alimentari non siano un capriccio passeggero, ma sintomo di qualcosa di più profondo. Con la loro malattia sembrano voler dire “Ho un problema, accorgetevi di me!” E anche la fase di guarigione è un processo di sofferenza perché la paura più grande di queste ragazze è “ma se guarisco fuori, come fa la gente ad accorgersi che sono malata dentro?”

IL POTERE DELLA SORELLANZA

Ecco allora che un altro tema emerge dal romanzo di Carolina Capria e che sembra essere la risposta ad un sentire comune: la “sorellanza” come fonte di vitalità per riemergere dai momenti più difficili della propria vita. Le protagoniste del romanzo “La circonferenza di una nuvola” diventano così le testimoni dirette di come il rapporto con l’altro, l’empatia e la condivisione di esperienze siano di grande importanza per superare il proprio abisso interiore fatto di insicurezze e paure.

E la “sorellanza” è anche il tema centrale dell’altro libro di Carolina Capria: “Nel mondo di piccole donne”.

NEL MONDO DI PICCOLE DONNE

Questo libro nasce per portare ai lettori giovani di oggi il grande classico “Piccole donne” scritto da Luisa May Alcott verso la fine del 1800.

L’autrice lo ha descritto come un “manuale che spiega come sopravvivere all’adolescenza” e a pensarci bene le vicende che vedono protagoniste le quattro sorelle March descrivono molto bene i tormenti e le preoccupazioni dell’adolescenza, anche dei ragazzi di oggi!

Chiunque abbia letto “Piccole donne” ha una sorella preferita, la mia è sempre stata Jo: personaggio memorabile, emancipato e indipendente. Dalla lettura del romanzo di Carolina Capria, però ho appreso un aspetto del carattere di Jo March che non avevo colto quando lessi “Piccole donne” perché è pur vero che Jo è, tra le quattro, la più “alternativa”, ma è anche vero che il suo animo è caratterizzato da un forte dualismo: la forza che vorrebbe possedere e la debolezza che non capisce di avere.

Spesso si creano pregiudizi e stereotipi di genere attorno ai libri e alla letteratura, il romanzo di L. M. Alcott ne è un esempio lampate, ma quello che è importante capire è che non esistono libri per femmine e libri per maschi, ma che tutti possono, e dovrebbero, leggere tutto per potersi creare una propria idea libera da vincoli.

Attraverso quindici parole, Carolina Capria ci porta nel mondo descritto dalla Alcott, perché, nonostante tante cose siano cambiate da quando questo capolavoro è stato scritto, anche ai giorni nostri ogni ragazzina cerca il suo modo per diventare una piccola donna.

L’AUTRICE

Carolina Capria vive a Milano, in una casa troppo piccola per contenere tutti i libri che possiede. Da più di dieci anni lavora come autrice di libri per ragazzi e televisiva, e da quasi due è l’anima di L’ha scritto una femmina, pagina Facebook e Instagram che promuove la parità di genere in ambito letterario, nonché fondatrice dell’omonimo bookclub. Nelle sue storie ama scrivere di ragazze, per dare alle lettrici dei personaggi femminili in cui immedesimarsi, e nella speranza che i lettori facciano lo stesso. La “piccola donna” a cui si sente più vicina è Beth, e come lei, ogni giorno, si mette alla prova per superare la timidezza.